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Che cos’è l‘asma

febbraio 21, 2005 12:00 pm

La parola d’origine greca vuol dire “avere il respiro forte”: il primo ad usarla fu Ippocrate, nel 400 a.C. Asma è una parola di origine greca e significa “avere il respiro forte” o “ansimato”. Il primo a parlare e nominare il disturbo con il termine asma è stato Ippocrate, ufficialmente riconosciuto come il padre della…

La parola d’origine greca vuol dire “avere il respiro forte”: il primo ad usarla fu Ippocrate, nel 400 a.C.

Asma è una parola di origine greca e significa “avere il respiro forte” o “ansimato”. Il primo a parlare e nominare il disturbo con il termine asma è stato Ippocrate, ufficialmente riconosciuto come il padre della medicina nel 400 avanti Cristo. Molte persone importanti hanno avuto o hanno l’asma, dallo scrittore Marcel Proust al 26° presidente degli USA Roosevelt, questo per ricordare che molte persone pur soffrendo di asma hanno avuto una vita felice in salute e straordinariamente vissuta. E’ stato stimato che oltre 100 milioni di persone al mondo soffrono di asma. L’asma, dunque è un disturbo che colpisce persone di tutte le età, di qualunque estrazione sociale e in tutte le aree geografiche. La sintomatologia, pur avendo sempre a che fare con la respirazione è varia e ogni persona può avere un esordio diverso.

La sintomatologia
Sulla base degli studi anatomopatologici e clinico-funzionali effettuati dal Progetto Mondiale Asma
GINA (dall’inglese Global Initiative for Asthma) l’asma è stata definita “una malattia cronica delle vie aeree, legata a una complessa interazione tra i diversi tipi di cellule, mediatori e vie di conduzione neuronali, che determina una risposta infiammatoria responsabile dell’iperreattività delle vie aeree e dell’ostruzione al flusso aereo e che si manifesta clinicamente con tosse ricorrente, respiro affannoso e dispnea”.
La sua sintomatologia è caratterizzata da respiro ansimato, fame d’aria, costrizione al petto e tosse. L’asma è tuttavia una condizione seria e può avere un impatto diverso per ogni singolo individuo, il malessere può durare da una decina di minuti a giorni. Nel periodo di crisi la qualità della vita può risentirne perché la sintomatologia può condizionare l’attività quotidiana: nel caso di bambini con problemi d’asma c’è, ad esempio, il rischio concreto di perdere giorni di scuola. I risultati di uno studio condotto tre anni fa a livello nazionale sui bambini, nell’ambito delle Studio italiano sui disturbi respiratori dell’infanzia e l’ambiente (Sidra), indicavano che il 24% dei bambini tra i 6 e i 7 anni e il 23% degli adolescenti tra i 13 ei 14 anni, hanno avvertito, almeno una volta nella vita, i sintomi tipici dell’asma.

I fattori scatenanti
La patologia può essere stimolata da vari fattori sia di natura intrinseca che estrinseca di seguito indicati.

  • Allergeni: peli di animali, polveri della casa, pollini e muffe.
  • Agenti inquinanti: fumo di tabacco, odori forti, inquinamento atmosferico, esalazioni delle pitture.
  • Infezioni respiratorie: Infiammazione delle prime vie aeree.
  • Affaticamento fisico: attività che richiamano il movimento, attività muscolari.
  • Condizioni atmosferiche: aria fredda, alto tasso di umidità.
  • Alcuni alimenti: additivi, droghe alimentari-
  • Fattori di stress emotivo: forti emozioni, condizioni di stress.

    Una conoscenza approfondita sul meccanismo patogenetico che provoca o sostiene il disturbo asmatico è fondamentale per poter prevenire l’insorgere della sintomatologia ed intervenire farmacologicamente con successo.

     

    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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