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I numeri della pedofilia

aprile 30, 2007 12:00 pm

Una sintesi drammatica delle cifre che delineano la crescita dell’abuso sessuale sui minori in Italia Sono drammatici i dati raccolti dal Ministero di Giustizia e dal Dipartimento Anticrimine attraverso studi e ricerche effettuate sul fenomeno pedofilia per l’anno 2006. E’emerso che l’anno scorso, in Italia, c’è stato un aumento esponenziale del 30% dei casi di…

Una sintesi drammatica delle cifre che delineano la crescita dell’abuso sessuale sui minori in Italia

Sono drammatici i dati raccolti dal Ministero di Giustizia e dal Dipartimento Anticrimine attraverso studi e ricerche effettuate sul fenomeno pedofilia per l’anno 2006. E’emerso che l’anno scorso, in Italia, c’è stato un aumento esponenziale del 30% dei casi di abusi sessuali sui bambini, rispetto agli anni precedenti (nel 1999 si registrarono 586 casi).
Drammaticamente bassa l’età media delle vittime, che va dagli 0 ai 5 anni.
Tra le Regioni più colpite la Lombardia, il Veneto, il Lazio e la Campania.
Sempre nel 2006 sono state aperte circa 3000 pratiche legate alla scomparsa di minori, oltre 600 bambini non sono stati ritrovati e si sospetta possano essere finiti nei giri delle reti pedopornografiche.
Ridotti ad una percentuale bassissima i casi dei cosiddetti “falsi abusi”, che ormai non superano lo 0,5% Percentuale riferita specialmente a quei casi in cui adolescenti, o pre-adolescenti affermano di aver subito attenzione da parte di adulti, salvo poi in sede di colloquio venire smentite dai fatti. Lo stesso non avviene per casi di bimbi piccoli, la cui credibilità è confermata dal fatto che si trovano a raccontare, con vissuti drammatici e per loro sempre dolorosi, attenzioni o violenze sconosciute alla loro giovanissima età.
In realtà il più delle volte il pedofilo tende a farla franca in Tribunale per insufficienza di prove ed a far così passare la vittima per quello che non è. Soffermandoci su questo aspetto è interessante notare come, secondo dati nazionali, il 50% degli adulti che hanno problemi di disturbi alimentari, soprattutto di anoressia, hanno subito abusi sessuali durante l’infanzia senza ricevere il necessario aiuto.

Dai dati forniti in un recente convegno presieduto dal dottor Pastore dirigente responsabile della Squadra Mobile di Cuneo , risultano in aumento anche i crimini legati alla pedofilia in internet, dove un sito pedopornografico se ritenuto “di buona qualità” produce un introito giornaliero di almeno 90 mila euro
Il costo medio di una foto pedopornografica spazia invece tra le 30 e 100 euro
Solo nel primo semestre del 2006 i siti web, collettivi o individuali, pro-pedofilia hanno avuto un incremento del 300%.
Su un campione scelto di ben 443 pedofili accertati, il 67% (pari quindi a 299 abusanti), sembra sia rimasto in stato di libertà con l’aggravante di continuare a rimanere nella maggior parte dei casi a contatto diretto con i bambini.
Oggi i bambini iniziano a navigare in internet fin dall’età di 8 anni, 7 su 10 dei quali navigano da solo, senza alcun controllo da parte di adulti ed il 70% degli “agganci” da parte di pedofili avviene tramite chat. Spesso dopo i primi messaggi segue anche un contatto diretto da parte del pedofilo che riesce a risalire all’abitazione del giovane, ad ottenere un incontro ed a far scattare l’abuso.

Un’indagine congiunta svolta da Asl e Provincia di Varese, su un campione di 561 studenti ha rilevato che il 12,5% degli stessi aveva subito abusi sessuali durante l’infanzia, facendo così parlare di “epidemia silenziosa”, dati che però potrebbero essere in difetto dato che il 3% dei ragazzi intervistati tramite questionari anonimi, a tale domanda ha siglato la risposta “preferisco non rispondere”.

 

Marina Zenobio

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