Malattie Infettive

Varicella

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Origine della malattia Virale
Età di maggiore frequenza Tra i 5 ed i 10 anni
Stagione di maggiore frequenza Tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera
Modalità di contagio Via aerea sia in fase pre-esantematica che durante la fase acuta della malattia. Contagiosità dalle vescicole fino a 5-6 giorni dopo l'inizio dell'esantema
Periodo di incubazione Dai quattordici ai ventuno giorni
Possibilità di contagio Elevatissima
Comparsa dei sintomi In media dopo 14 giorni dal contagio
Contagiosità Da 5 giorni prima a non più di 5 giorni dopo la comparsa della prima gittata di vescicole
Sintomi iniziali 1 o 2 giorni di malessere diffuso e febbre
Fase esantematica Macchioline rosse, lievemente rilevate, che nel corso di qualche ora, si trasformano in vescicole che contengono liquido. Se il liquido si intorpidisce, le vescicole si trasformano in pustole, lesioni complicate da una sovrammissione batterica.
Evoluzione fase esantematica Prima sul cuoio capelluto, sul viso e sul torace e poi si estende al ventre, ai genitali, alle braccia e alle gambe. Nella fase conclusiva, le vescicole, seccandosi, diventano croste. Queste gradualmente si staccano in modo spontaneo nel giro di circa una settimana
Decorso della malattia Da lieve a grave.
Durata fase acuta Eruzione procede a poussées successive a intervalli di 1-3 giorni (quadro polimorfo) le vescicole durano in media 8 giorni.
Riammissione a scuola Isolamento in casa per almeno 5 giorni dopo la comparsa delle vescicole.
Come alleviare i disturbi Per attenuare il prurito, dopo che si sono seccate le vescicole, si può fare al bambino il bagnetto tutti i giorni, utilizzando un sapone a ph fisiologico, e asciugandolo con una spugna morbida, evitando di frizionare o sfregare le lesioni. E' consigliabile applicare un latte idratante. Per evitare che il piccolo si gratti, provocandosi abrasioni che poi potrebbero infettarsi, è bene mantenere le sue unghie sempre corte.
Cura farmacologica Il pediatra non prescrive generalmente una cura specifica contro la varicella, ma eventualmente solo farmaci in grado di attenuarne i sintomi (antistaminici contro il prurito ed antipiretici per la febbre).
Complicazioni La varicella non solo è una malattia molto contagiosa ma è anche caratterizzata da serie complicazioni sia nel breve che nel lungo termine. Durante la fase acuta della malattia si possono associare spiacevoli inconvenienti dovuti alle scarse difese immunitarie che lasciano via libera a malattie di tipo respiratorio come ad esempio polmoniti o malattie di tipo neurologico come le encefaliti. Una complicazione minore della varicella è l'infezione batterica della pelle, causata dal continuo grattarsi del bambino. Per questa problematica è sufficiente disinfettare le vescicole con acqua ossigenata, utilizzando garze sterili. Negli adulti il decorso della malattia è decisamente più gravoso e lungo.
Precauzioni il virus della varicella dopo la malattia si va a "rintanare" nei gangli nervosi e può riattivarsi anche a distanza di anni provocando l'herpes-zoster, comunemente inteso come "fuoco di Sant'Antonio". Questa è una dermatite dolorosa, nelle cui vescicole c'è il virus della varicella: chi non ha avuto questa infezione deve evitare il contatto con il soggetto che ha l'herpes, perché attraverso di esso potrebbe in ogni caso ammalarsi di varicella. L'avvertenza riguarda soprattutto le donne in gravidanza a cui è consigliato non stare in contatto con bambini affetti da varicella né con soggetti portatori di herpes, poiché la malattia può essere trasmessa al feto attraverso la placenta e causare, specie nel primo trimestre, delle rilevanti complicazioni.

Collaborazioni

Le schede sono state realizzate con la collaborazione del Dott. Giovanni Cassar
Medico chirurgo Specializzato in Malattie Infettive dal 1986.
Attualmente medico vaccinatore presso il Centro vaccinale di Palombara Sabina RM/G Distretto di Guidonia RM.