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bambini e varicella

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La più riconoscibile fra le malattie esantematiche può essere causa di complicazioni rare ma insidiose.

Bambini e varicella: binomio comune ma insidioso. Tanto comune che viene quasi naturale associare al volto di un bambino piccolo le macchioline generate dalla malattia. Tanto insidioso da provocare, seppure in casi rari, complicanze serie e permanenti. La varicella è una delle malattie esantematiche dell'infanzia più diffuse. Comprenderne lo sviluppo e le conseguenze è il primo passo da compiere per sconfiggerla. Il secondo è centri bui re a divulga re un'informazione precisa e corretta per prevenirla. Combattere la varicella si può, ma è necessario.

La varicella e il suo decorso

Il periodo di incubazione della varicella è molto lungo. Va dai quattordici ai ventuno giorni ed è seguito da un breve periodo di malessere diffuso e febbre variabile. Trascorso questo tempo si passa alla vera e propria fase esantematica della malattia. Su cuoio capelluto viso e torace e poi via via sul resto del corpo, fanno la loro comparsa alcune macchioline rosse, lievemente rilevate, che, nel corso di qualche ora, si trasformano in vescicole contenenti del liquido. Se il liquido si intorbidisce le vescicole si trasformano in pustole, lesioni complicate da una infezione batterica (streptococchi e stafilococchi). Nella fase conclusiva le vescicole, seccandosi, diventano croste che si staccano, gradualmente ed in modo spontaneo, nel giro di una settimana. Terminato il decorso della malattia il virus della varicella, va a rintanarsi nei gangli nervosi e può riattivarsi anche a distanza di anni provocando l'herpes-zoster, comunemente inteso come 'fuoco di Sant'Antonio'. Si tratta di una dermatite dolorosa, nelle cui vescicole è contenuto il virus della varicella e colpisce solo chi è stato infettato dal virus della varicella. Chi ha già contratto in passato la malattia ne è naturalmente immunizzato. Diversamente, per scongiurare il pericolo di contrarre il virus della varicella, è bene evitare il contatto anche con i soggetti affetti da semplice herpes-zoster. Dal punto di vista terapeutico è stato introdotto l'uso di un antivirale, l'acyclovir, che se dato per bocca nelle prime 24 ore, riduce l'estensione dell'esantema, l'intensità del prurito e la durata della malattia. Gli antistaminici sono utili come farmaci sintomatici antiprurito.

Le complicanze fisiche del virus

La varicella non comporta in genere complicazioni nel bambino, ma, la scarsa frequenza di conseguenze rilevanti, purtroppo, non è sinonimo di scarsa serietà delle stesse. Sono soprattutto i neonati, sprovvisti degli anticorpi della malattia, a correre i maggiori rischi di complicazioni. Anche se di rado, la varicella può in taluni casi complicarsi in polmoniti da curare con gli antibiotici, e ancor più di rado, in malattie che possono colpire il cervello e dagli esiti permanenti, come l'encefalite. Anche le donne in gravidanza devono prestare particolare attenzione al virus. A loro è consigliato di non entrare in contatto con bambini che presentano la malattia, poiché questa può essere trasmessa al feto attraverso la placenta causando, soprattutto nel primo trimestre e anche se di rado, qualche complicazione.

Le conseguenze psicologiche e latenti della varicella

Ma gli effetti negativi della varicella non si esauriscono nelle complicanze fisiche. Assai più frequenti di queste sono tutte quelle conseguenze più o meno evidenti e più o meno immediate che il virus comporta. A cominciare dalle problematiche connesse alla gestione della vita familiare nel periodo in cui il bambino è ammalato. Pur trattandosi di una malattia nella maggior parte dei casi a decorso benigno, la sua ripercussione sociale, in termini di perdita di ore lavorative, è notevole. Non tanto per i dieci giorni circa di allontanamento del bambino dalla comunità, problema ravvisabile in diverse tipologie di malattie, quanto per le peculiarità del suo decorso. La varicella è infatti tanto più impegnativa per la famiglia quanto più il bambino colpito è in tenera età. L'assistenza che il decorso della malattia richiede è totale. Non è sufficiente limitarsi alle cure farmacologiche previste ma è necessario che chi si prende cura del bambino lo sorvegli attentamente per evitare che il prurito diventi causa di microlesioni cutanee. Una complicazione minore della varicella è infatti l'infezione batterica delle vescicole che possono portare ad erisipela e sepsi, causata dal continuo grattarsi del bambino. E' bene per questo mantenere le unghie del piccolo sempre molto corte e in caso di infezione è importante disinfettare le vescicole con acqua ossigenata, utilizzando garze sterili. Tuttavia è assai frequente che il distaccamento di crosticine e le piccole lesioni che il piccolo si provoca grattandosi possano generare delle cicatrici indelebili. I danni non sono seri se commisurati a quelli di complicazioni fisiche ben più gravi, ma è in ogni modo opportuno riflettere sugli esiti estetici di un decorso mal gestito. Le cicatrici permanenti in età adolescenziale, soprattutto nelle bambine (i ragazzini hanno maggiori possibilità di camuffarle con la barba) possono diventare motivo di disagio psicologico e il decorso di una malattia infantile tanto comune, come la varicella, può finire con il ripercuotersi sul corretto sviluppo di una personalità adulta.

L'arma della prevenzione

Come sempre prevenire è meglio che curare. Ad evitare che le seppur rare complicazioni legate a questa malattia possano interferire con il regolare sviluppo dei più piccoli, è disponibile anche in Italia uno specifico vaccino, autorizzato dal Ministero della Salute già quattro anni fa. Il vaccino può essere somministrato già al compimento del primo anno di vita o agli adolescenti sopra i 12 anni che non hanno contratto la malattia e che rischiano le conseguenze più gravi. Fino ad oggi solo la Regione Siciliana ha avviato un piano di vaccinazione gratuita contro la varicella per i bambini piccoli, mentre altre amministrazioni lo mettono a disposizione dei soggetti a rischio. Ma le cose sono destinate a cambiare con la prossima approvazione del nuovo Calendario vaccinale, che raccomanda la vaccinazione tra il 12esimo ed il 14esimo anno per tutti i soggetti che non hanno contratto la malattia ed offre alle Regioni la possibilità di proporre la vaccinazione contro la varicella a tutti i bambini già nel secondo anno di vita. Una decisione di politica sanitaria sulla quale possiamo far sentire la nostra voce. Accogliendo e facendo nostra l'iniziativa lanciata da GuidaGenitori.it.

Prof. Luigi Tarani
Ricercatore della Clinica Pediatrica
dell'Università degli Studi 'La Sapienza di Roma'