Articoli

Un vaccino tutto italiano

Schede informative, articoli di aggiornamento ed un pool di esperti pronti a rispondere alle tue domande.

È stato presentato a Roma il nuovo vaccino contro la meningite meningococcica. Con la sua efficacia, è in grado di tutelare contro quattro dei cinque sierotipi del meningococco.

La meningite è una malattia rara e purtroppo gravissima. Il suo decorso è molto rapido e può lasciare danni permanenti (come forme di disabilità, cecità e sordità) e portare al decesso in poche ore. Per comprenderne la serietà è sufficiente pensare che in Italia, i dati dell'Istituto superiore di Sanità ci dicono che 14 soggetti su 100 che contraggono l'infezione perdono la vita. La grande difficoltà di cura è dovuta proprio alla velocità del decorso della malattia. Quando ci si rende conto della malattia conclamata, si è già in setticemia. I segni e i sintomi iniziali dell'infezione meningococcica sono infatti spesso aspecifici e simili a quelli di un'influenza. Questo rende difficile anche per i professionisti sanitari diagnosticarla precocemente. L'unica alternativa alla non possibilità di cura è la vaccinazione.

Cosa è e come lavora il vaccino?

Il nuovo vaccino antimeningococcico è stato sviluppato nei laboratori di Novartis a Siena, tramite la gliconiugazione, una tecnica che consiste nel legare un antigene ad una proteina carrier. Questa metodica, già utilizzata per il vaccino contro l'Hemophilus Influenzae (Hib) e per quello contro il meningococcico di sierogruppo C nei primi anni 90, fa si che il vaccino sia più efficace e con una risposta immunitaria più duratura nel tempo.

A chi può essere somministrato?

I benefici di questo vaccino sono stati confermati da studi clinici condotti su adolescenti tra gli 11 ed i 17 anni. È un vaccino adatto agli adolescenti ed agli adulti. Verrà comunque presentata nei prossimi mesi la richiesta di registrazione per la somministrazione nei bambini a partire dai due mesi di età. La malattia presenta infatti un picco nella primissima infanzia, quando il sistema immunitario è più debole e un secondo picco nell'adolescenza. Quest'ultimo dato è probabilmente legato allo stile di vita degli adolescenti che iniziano a viaggiare, a recarsi in vacanze studio, o a vivere in comunità collegiali, entrando a stretto contatto con molti coetanei. In Gran Bretagna, una campagna di somministrazione del vaccino contro la meningite meningococcica di tipo C in modo massiccio a tutti gli adolescenti ha consentito di ridurre l'incidenza dell'infezione da meningococco dell'80% per primi cinque anni di somministrazione.

Adolescenti esposti ad un rischio maggiore

Nel periodo dell'adolescenza si cominciano a sperimentare cambiamenti dello stile di vita e si vengono ad assumere comportamenti sociali che possono esporre al rischio di contagio. Ad esempio aumentano i contatti interpersonali con gli amici, si possono scambiare bicchieri, bottiglie, posate non ben lavate soprattutto in ambienti come pub, discoteche, college, aule scolastiche, o praticare sport di squadra che possono esporre i ragazzi ad un maggior rischio di contrarre l'infezione.

Una ricerca sulla consapevolezza dei genitori

La società di ricerche Gfk Eurisko, ha condotto un'indagine a campione su 450 mamme di adolescenti tra i 10 e 18 anni, campione rappresentativo a livello nazionale delle mamme italiane con figli adolescenti. Il risultato di questa lavoro ci ha permesso di comprendere che ben il 67% delle mamme italiane non ritiene che i propri figli siano a rischio e soltanto il 64% di loro è a conoscenza che esiste un vaccino antimeningococco e solo il 33% ha sottoposto i propri figli alla vaccinazione specifica. La dott.ssa Isabella Cecchini, direttore del dipartimento ricerche sulla salute di GfK Eurisko così commenta i risultati dell'inchiesta: "La quasi totalità delle mamme possiede una conoscenza sommaria della patologia, diffusa ma superficiale. Solo il 32% delle intervistate sa che esistono diversi ceppi di batteri che possono causare la meningite. Di queste mamme, solo il 2% conosce almeno un sierotipo che può causare la meningite." La dottoressa continua dicendo: "Di fronte ad un problema così grave, le mamme si comportano in modo ambivalente: una parte di loro è informata e vuole sapere, fa di tutto per prevenire il rischio e vaccina i proprio figli. Una parte invece, tende ad allontanare il problema, sottovaluta il rischio e spesso sa poco della malattia e del vaccino a disposizione per evitarla".

Anche i pediatri sono d'accordo

La meningite è una malattia seria e può provocare forme di invalidità permanenti fino al decesso. La malattia può essere evitata: il vaccino è ora disponibile, con una semplice iniezione si è protetti da quattro sierotipi A, C, W135 e Y, i maggiori responsabili dell'infezione. Gli effetti collaterali, con le nuove metodiche di costruzione dei vaccini che, a livello molecolare sono sempre più affini al batterio, sono oltre che limitati molto lievi. Ne hanno parlato a Roma lo scorso 11 ottobre il prof. Ugazio, Direttore del dipartimento di Medicina pediatrica dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma e Presidente della società italiana di Pediatria; il dott. Conversano, direttore del dipartimento di prevenzione ASL di Taranto e membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Igiene; la dott.ssa Isabella Cecchini Direttore dipartimento Salute GfK Eurisko; il dott. Rino Rappuoli, Responsabile mondiale della ricerca Novartis Vaccines.

Vaccinare i propri ragazzi contro la meningite è un atto d'amore.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Direttore scientifico
di GuidaGenitori.it