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Ammalarsi di Tetano

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Su una rivista scientifica la storia di un bambino italiano messo in pericolo dal rifiuto alle vaccinazioni

Eurosurveillance Weekly, una rivista scientifica a diffusione europea che si occupa della prevenzione e del controllo delle malattie trasmissibili, ha pubblicato di recente un articolo di due medici italiani è Franco Giovannetti e Angelo Pellegrino è nel quale viene riepilogata la storia di un bambino di 34 mesi, residente in Piemonte, ricoverato per un caso di tetano. I suoi genitori si erano rifiutati di portare a termine la vaccinazione, condizionati dal timore di possibili rischi. Dopo la prima dose di vaccino, ricevuta a due mesi di età, il piccolo si era infatti dimostrato più irritabile del solito e dopo una settimana aveva sviluppato una dermatite atopica. Il bambino non ha mai presentato una vera controindicazione al vaccino, e non esistono prove che la dermatite atopica rappresenti un possibile effetto collaterale ai vaccini di routine per l'infanzia, tuttavia i genitori (dopo aver consultato un pediatra che ha consigliato loro di rimandare la vaccinazione) hanno firmato una dichiarazione di "rifiuto della vaccinazione". Nel giugno del 2006 il bambino si è ferito su una porta di ferro, riportando una lacerazione superficiale al pollice sinistro, che è stata pulita e bendata da un medico. Secondo le direttive nazionali sul trattamento delle ferite a rischio di tetano, la profilassi per le persone non vaccinate o che non abbiano concluso tutti i richiami vaccinali in questi casi comprende la somministrazione di immunoglobuline per il tetano e simultaneamente una dose di vaccino. I genitori però non hanno reso noto lo stato vaccinale del figlio, che quindi non ha ricevuto nessun trattamento. Due settimane dopo essersi ferito, il bambino è stato ricoverato all'Ospedale pediatrico Gaslini di Genova per disfagia, rigidità muscolare, opistotono e trisma. Qui, dopo essere stato sottoposto a esami di laboratorio approfonditi, a indagini neuroradiologiche e a un'elettromiografia, è stato diagnosticato come un caso di tetano. Dopo una terapia di 15 giorni a base di immunoglobuline per il tetano, ceftriaxone, metronidaolo, midazolam, promana, solfato di magnesio e fenobarbitale, il piccolo è guarito ed è stato dimesso senza ulteriori terapie. Le vaccinazioni previste dal calendario nazionale, iniziate durante il ricovero in ospedale, sono state completate senza alcuna controindicazione dopo la dimissione. Sembra improbabile che la prima dose di vaccino, somministrata 32 mesi prima della ferita, possa aver modificato la severità del tetano, in quanto soltanto a partire dalla terza dose di tossoide la produzione di anticorpi specifici aumenta in modo significativo. Nel nostro paese la vaccinazione di routine contro il tetano per tutti i neonati è in vigore dal 1968, e oggi i casi di tetano riscontrati sono circa cento per anno, quasi tutti in persone anziane e non vaccinate. L'attuale piano di vaccinazione comprende tre dosi di vaccino nel primo anno di vita, seguite da una dose di richiamo tra i 5 e i 6 anni di età e richiami aggiuntivi ogni 10 anni. Queste vaccinazioni sono offerte gratuitamente dalle Asl, che hanno anche il compito di sorvegliare eventuali casi di rifiuto delle vaccinazioni. Nei paesi sviluppati infatti è proprio il rifiuto della vaccinazione, quasi sempre dovuto a convinzioni personali dei genitori, il fattore di rischio numero uno per il tetano tra i bambini.

Olivia Severini