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Puglia: vaccinazione rimandata

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Slitta la partenza della vaccinazione universale contro la varicella. Prima gli adolescenti e solo dal 1 gennaio 2007 i nuovi nati. I pediatri: Non si deve aspettare. Bisogna continuare a vaccinare.

La Puglia dice sì alla vaccinazione universale contro la varicella ma decide di far slittare la partenza di quest'azione al 1 gennaio 2007 per il ritardo di alcune Asl nell'effettuare le coperture vaccinali per le vaccinazioni già da tempo fortemente raccomandate. Entro la fine di quest'anno, contro una patologia infettiva che in Puglia ogni anno colpisce 35 mila persone (500 mila in tutta Italia), saranno vaccinati solo i dodicenni che ancora non avuto la malattia. Tutti i nuovi nati, invece, dovranno aspettare il 1 gennaio 2007

Questa la decisione emersa dal congresso medico-scientifico che si è tenuto il 17 e 18 marzo nell'aula magna 'De Benedictis' del Policlinico di Bari, organizzato dalla Siti, dalla professoressa Cinzia Germinario, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico regionale, dall'assessorato regionale alle Politiche della Salute, dall'Università e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell'assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, di Domenico Lagravinese, presidente nazionale 'Siti' e dei membri della Commissione vaccini Domenico De Mattia, Ruggiero Piazzolla, Rosa Prato, Michele Conversano e Alberto Fedele.

"Il problema" spiega Francesco Pastore, pediatra aderente alla Fimp e attivo nella Asl 1 di Taranto "è quello di far comprendere a tutti la pericolosità di un ritardo nella vaccinazione, in particolare per i neonati. Se noi pediatri non vacciniamo ora tutti i bambini al 15esimo mese di vita, non solo li esponiamo al pericolo del contagio favorendo la diffusione del virus, ma li estromettiamo dalla possibilità di essere vaccinati anche in futuro. Questo perchè - aggiunge Pastore - quando la vaccinazione partirà nelle asl pugliesi i bambini che ora devono essere vaccinati non saranno più nella fascia d'età indicata. "I pediatri devono prendere coscienza di questo e fare fronte comune per combattere fattivamente una malattia che può avere dei risvolti negativi sia per la salute sia in termini economici. Ammalarsi di varicella - conclude il pediatra - ha un costo notevole sia per la società che per le famiglie.

A settembre 2005 la regione Puglia aveva approvato il nuovo calendario vaccinale che, recependo le indicazioni contenute nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007 del ministero della Salute relativamente all'opportunità per tutte le regioni italiane di avviare un piano di vaccinazione universale contro la varicella, aveva previsto quest'azione su tutti i nuovi nati e sui dodicenni che non avevano avuto la malattia a partire, appunto, dal 1 gennaio 2006.

"Questo slittamento - spiega la professoressa Cinzia Germinario, referente dell'osservatorio epidemiologico regionale - è dovuto all'impossibilità di organizzare un piano omogeneo di vaccinazione che sia in grado di coprire tutto il territorio. Finora - continua - la vaccinazione contro la varicella era partita solo in 4 asl ma non in maniera omogenea e quindi efficace". Una decisione presa per dare piena efficacia all'azione della vaccinazione universale contro una malattia che ogni anno costa 120 milioni di euro. Ecco, dunque, che il ruolo del pediatra acquisisce un ruolo rilevante. In attesa che le ASL avviino il programma i pediatri - afferma la stessa professoressa Germinario - potrebbero continuare a proporre la vaccinazione contro la varicella ed in particolare ai nuovi nati".

Prof. Luigi Tarani
Ricercatore Dipartimento di Pediatria
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"