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Giovedì 09 settembre 2010
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IL SENSO DEL PUDORE NEI BAMBINI

Fino a tre anni girano nudi, poi qualcosa comincia a modificarsi e nasce il desiderio di intimità. Ecco le tappe di questo cambiamento, da rispettare senza intromissioni.

Corpi nudi in televisione, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari, sulla spiaggia. Il bambino è bombardato da messaggi che fanno riferimento al sesso ed al corpo. Sorge così spontaneo chiedersi se esiste ancora “il comune senso del pudore” e, soprattutto, attraverso quali tappe i bambini ne prendono coscienza.

Il sentimento del pudore
Da dottor Jekyll a Mr Hyde. Da piccolo Mowgli, che ama girare nudo per la casa, a ipermoralista, strenuo difensore della sua intimità. Da esibizionista sfrontato a pudico reticente. Da piccolo esploratore del suo corpo a inibito intimista. L’atteggiamento del bambino nei confronti del proprio corpo, della propria nudità e di quella degli altri cambia con l’età. Questo cambiamento va di pari passo con lo sviluppo fisico, psicologico ed emotivo e con la consapevolezza e conoscenza del proprio corpo.

Da 0 a 2 anni
Per i più piccini stare nudi è un grande piacere. Il bambino ama sentirsi libero, stare comodo. E’ a suo agio nel proprio corpo e nella sua nudità.

Da 2 a 4 anni
Verso i tre anni assistiamo al sorgere di curiosità che riguardano principalmente le differenze tra i sessi. Non è raro sentirsi porre domande del tipo “Perché ci sono i maschi e le femmine?”, di fronte alle quali è importante rispondere con spontaneità e tranquillità. Questo è il momento principale della ”esplorazione”, della scoperta del mondo esterno e del proprio corpo. I bambini iniziano a conoscere i propri organi sessuali ed il piacere connesso al contatto con queste zone. Questa scoperta non deve essere inibita dall’ambiente circostante: un atteggiamento troppo poco tollerante da parte della famiglia porterebbe solamente far vivere quest’atto naturale con senso di colpa e angoscia.

Da 4 a 7 anni
È questo il momento di maggiore apertura al “mondo dell’altro”. È il momento dell’entrata a scuola, del gruppo dei pari, dei giochi di società, degli amici del cuore. È il momento dei confronti, di far valere la propria personalità ed il proprio modo di essere. Ed è proprio ora che nasce il pudore. Il sentimento del pudore ha una forte connotazione sociale. È strettamente legato al bisogno di nascondere agli altri una parte di sé: del proprio corpo o del proprio mondo emozionale, per paura di mostrare ed esibire la propria debolezza, ma anche perché i bambini iniziano a percepire il mistero che si cela nelle differenze anatomiche e ad intuire quello che è un dominio degli adulti.

Dopo i 7 anni
Dai 7 anni in poi il senso del pudore è pienamente sviluppato. Il bambino sa distinguere molto bene ciò che può e non può fare, ciò che è permesso dall’ambiente circostante e ciò che disturba chi gli sta attorno. Ha imparato a custodire gelosamente e, nella maggioranza dei casi con successo, la propria intimità.

La differenza tra pudore vergogna
Il pudore costituisce una specie di freno che regola i rapporti sociali e stabilisce ciò che di sé si vuole esibire o meno. La vergogna, invece, è conseguenza di un’azione ritenuta sconveniente ed indecorosa. Implica una serie di inibizioni e tabù che non appartengono al bambino, ma sono dettate dai “grandi”.
Dott.ssa Ilaria Ronchetti
Psicologo
(altri articoli dello stesso autore)

29-01-2010

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