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Giovedì 09 settembre 2010
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ECCO LE CITTÀ CHE RISPETTANO L’INFANZIA

Legambiente presenta l’indagine “Ecosistema Bambino 2009”, raccolta delle buone pratiche dei comuni a favore dei piccoli cittadini. Premi a Torino, Livorno e Caltanissetta.

A partire dal 1997, ogni anno di questi tempi Legambiente presenta Ecosistema Bambino, un’indagine volta ad individuare le amministrazioni comunali e le città più attente all’infanzia in termini di opportunità partecipative, sviluppo del territorio, presenza di strutture idonee, iniziative di aggregazione culturale. Per oltre un decennio l’associazione ambientalista italiana ha così fornito annualmente una classifica dei più virtuosi; quest’anno però l’indagine ha però qualcosa di diverso, perché Legambiente in Ecosistema Bambino 2009 non si è limitata a fornire un elenco di buoni e cattivi ma entra nei dettagli delle buone pratiche messe in pratica dai Comuni per dare visibilità a idee e progetti (di carattere ambientale e non solo), che vedono la partecipazione diretta dei giovanissimi cittadini, “per fare rete in maniera agile e costruttiva – come si legge nel testo dell’indagine -, nella piena convinzione che solo la sinergia e il dialogo tra i diversi soggetti educativi possano elevare il livello di qualità culturale del nostro Paese”.

L’elenco delle buone pratiche
Crotone, per esempio, ha allestito in sette parchi della città tanti giochi nuovi, fruibili anche dai bambini diversamente abili. A Modena, il 10 di ogni mese un'intera pagina della Gazzetta è redatta dagli studenti delle scuole secondarie. La città di Pesaro lavora per un maggior rispetto dei diritti dei pedoni affinché i bambini possano andare a scuola a piedi in tutta tranquillità. Siena ha realizzato 9 interventi di riqualificazione urbana proposti dai suoi cittadini più piccoli; Novara ha un suo consiglio comunale dei ragazzi partecipato e ben organizzato. Teramo, unendo sport e ambiente, ha lanciato le Olimpiadi della raccolta differenziata, mentre Forlì ha coinvolto i giovanissimi in un percorso di mobility management evidenziando come il problema traffico sia uno dei principali limiti alla vivibilità delle nostre città e uno dei maggiori pericoli per la nostra salute. Tra i comuni che investono in cultura ci sono Bologna, Roma, Siena, e Ravenna che offrono un’ampia offerta di rassegne cinematografiche e teatrali, mentre Bari ha coinvolto i ragazzi nel concorso “Festival del Cortometraggio”. Ma questi sono solo alcuni dei 1300 progetti pubblicati su Ecosistema Bambino 2009 che Legambiente ha presentato lo scorso 10 novembre ad Urbino nel convegno sulle “Buone pratiche per l'infanzia e l'ambiente” ed al quale hanno aderito 44 Comuni.

Premi speciali a Torino, Livorno e Caltanissetta
Un premio speciale è andato a Torino, Livorno e Caltanissetta. A Torino per la sua capacità di mettere a sistema tutte le attività rivolte al mondo dei bambini e dei ragazzi, con un lavoro di coordinamento e rete capillare che coinvolge uffici tecnici e assessorati, pubblico e privato, e che ha resistito a rinnovi di giunte e cambi di assessori, dimostrando come le politiche per l’infanzia siano un modello culturale e non una moda politica. A Livorno per il lavoro svolto dal Centro Infanzia Adolescenza e Famiglie, che progetta e propone costantemente occasioni socio-educative per promuovere il benessere delle famiglie e per prevenire le situazioni di difficoltà collegate alla vita quotidiana. A Caltanissetta perché ha scelto la consultazione dei ragazzi e la loro formazione per rilanciare le sue politiche sociali: il Comune siciliano è stato premiato in rappresentanza di tutto il sud che ha deciso di non arrendersi e vuole dare ai propri cittadini le giuste opportunità di crescita. "Occuparsi della qualità della vita dell'infanzia e dell'adolescenza - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - è una scelta culturale che fanno solo alcune amministrazioni, in mancanza di politiche che indichino una via nazionale. Abbiamo pensato, allora, per ricominciare a parlare del rapporto fra bambini, adolescenti e città, di ripartire da quelle amministrazioni che hanno sperimentato politiche territoriali finalizzate a tenere nella rete sociale anche questa fascia di cittadini spesso esclusa dalle politiche di sistema e dai meccanismi decisionali: un atteggiamento miope rispetto al futuro della cultura politica del nostro Paese".

In Rete
Legambiente
Marina Zenobio

(altri articoli dello stesso autore)

17-11-2009

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